2024 Palazzo Grassi e Punta della Dogana

di Alain Chivilò

 

E’ stato diramato il programma espositivo delle sedi culturali site a Venezia di Palazzo Grassi e Punta della Dogana per l’anno 2024. Come comunicato, andiamo a delineare la programmazione ufficiale in tre eventi.

Il poliedrico artista Francese Pierre Huyghe (Parigi, 11/9/1962) esporrà a Punta della Dogana dal 17 marzo al 24 novembre 2024.

Dalla Pinault Collection ma anche dall’artista e da altre collezioni la mostra, a cura di Anne Stenne, presenterà opere divise lungo la sua carriera artistica tra Situazionismo, intervento urbano attraverso tecniche quali fotografia, film, video e installazioni e lavori su carta e legno. Un progetto espositivo in partnership con il Leeum Museum of Art di Seul che andrà ad ospitare una sua mostra da febbraio 2025. Per Punta della Dogana a Venezia, l’artista francese nella sua più grande esposizione finora pensata, trasformerà il luogo ospitante in un medium dinamico, in una condizione transitoria dove il tempo e lo spazio come tutto ciò che lo attraversa (visibile o invisibile) diventano parte integrante delle opere d’arte. La personale sarà il luogo dove si formano soggettività, con o senza corpo, che circolano e si manifestano in modo imprevedibile attraverso le opere che a loro volta diventano entità senzienti. Si crea un linguaggio sconosciuto, senza fine, senza destinatario, che prende possesso delle voci, dei gesti, delle immagini, e genera nuove situazioni reali o fittizie. Le sue opere sono concepite come delle finzioni speculative che spesso si rivelano come un’unione di diverse forme di intelligenza che apprendono, si modificano ed evolvono nel corso dell’esposizione. La mostra Pierre Huyghe avrà come focus l’indagine tra relazioni artistiche con il non umano e tra percezione e non percezione.

Palazzo Grassi programma, nei suoi due piani espositivi, una mostra dedicata a Julie Mehretu (Addis Abeba 28/11/1970) insieme ad altre colleghe e colleghi invitati quali Robin Coste Lewis, Tacita Dean, Paul Pfeiffer, Nairy Baghramian, Jessica Rankin, David Hammons e Huma Bhabha dal 17 marzo 2024 al 6 gennaio 2025.

Approcci tematici quali poesia, pittura, scultura, cinema, musica sono riscontrabili lungo i suoi lavori. In collaborazione con K21, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen Düsseldorf, l’esposizione Julie Mehretu sarà programmata successivamente lungo il 2025 in Germania. A Venezia, invece, a cura di Caroline Bourgeois in collaborazione con Julie Mehretu stessa, saranno presenti opere della Pinault Collection, oltre a prestiti provenienti dalla collezione dell’artista, da musei internazionali e da collezioni private. Saranno presenti oltre sessanta dipinti e incisioni di Mehretu realizzati durante venticinque anni di carriera, inclusi dipinti realizzati tra il 2021 e 2023. In aggiunta artisti della sua cerchia o che hanno dato qualche influenza e ispirazione saranno presenti con delle opere: un ritratto collettivo di una comunità artistica in dialogo costante. Il lavoro di Julie Mehretu è astratto. Le sue composizioni, sensuali ed emotive, sono intrise di tracce e segni immaginativi che emergono alla superficie da una densità di idee complesse e stratificate che hanno origine nel suo impegno di lunga data con le tradizioni e le tracce della storia e della fotografia. 

Una terza sede, sempre del polo culturale, sarà coinvolta nella mostra dedicata all’artista Belga Edith Dekyndt (Leper, 1960) dal titolo “Song to the Siren”. A partire da aprile 2024, con date da definire, il luogo è il Teatrino di Palazzo Grassi.

L’artista si muove attraverso filmati dove uno gesto simile è riproposto  stesso davanti a monumenti storici pubblici che Dekyndt sceglie in base al contenuto che esprimono in accordo alla contemporaneità.

Una video installazione nel Foyer andrà a porre l’attenzione sulla possibilità di coltivare e di preservare la memoria, per scongiurarne una possibile ripetizione. Tutto nacque alla luce di un mattino dell’autunno 2022 dove Edith Dekyndt riprese una giovane donna sdraiata nelle acque della laguna, accanto al Monumento della Partigiana che si trova lungo la riva, di fronte ai Giardini di Venezia (scultura in bronzo, realizzata nel 1969 da Augusto Murer, posizionata su una struttura e un piedistallo idraulico concepito da Carlo Scarpa). La giovane stringe nella mano un panno bianco con il quale pulisce, deterge, ripara, accarezza o, ancora, consola, la statua di bronzo che ritrae una donna d’altri tempi, parzialmente immersa nella laguna, le mani legate, probabilmente diretta verso la sua fine, come lo furono numerose partigiane, tra cui anche veneziane, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il messaggio, in sintesi, è di pace per scongiurare conflitti devastanti. Il titolo “Song to the Siren” riprende una canzone del 1970 scritta da Larry Beckett e Tim Buckley che ha avuto reinterpretazioni di artisti quali per esempio Robert Plant e This Mortal Coil.

 

Nel 2024, dunque, tre eventi per tre poli culturali gestiti da François-Henri Pinault, come figura principe del Gruppo, in accordo con il Comune di Venezia che ha già ceduto il 20% delle quote societarie di Palazzo Grassi in aggiunta alla titolarità del sistema museale di Punta della Dogana. Un percorso a tappe che è divenuto veicolo di cultura, grazie a una multinazionale che sta continuamente investendo tra restauri, ristrutturazioni e nuove proposte di eventi.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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