Biribisso Veneziano

di Alain Chivilò

 

Biribisso o biribissi rappresentano un gioco. In una versione è simile alla lotteria dove i giocatori collocano le loro poste sopra una o più delle 70 caselle numerate o figurate in cui è diviso il tavolo di gioco. Il banco estrae da un sacchetto un numero dei 70 o una figura. I giocatori che hanno puntato sul numero vincente ricevono 64 volte la posta, tutti gli altri perdono e pagano al banco. In un’altra è simile alla trottola, consistente in uno stecco infilato nell’anima di un grosso bottone. 

Biribisso, in un ironico disordine, come evidenziato dall’artista Bolognese Eva Marisaldi, è l’esposizione alla Casa di Carlo Goldoni a Venezia mediante un’installazione multisensoriale costituita da opere poste lungo le sale, determinando personali riflessioni sul teatro assieme e in abbinamento a sonorità prodotte dal musicista Enrico Serotti.

Dal disegno al ricamo, dal video alla fotografia, dalle animazioni alle performance alla scultura, Marisaldi crea opere installative che interagiscano e raccontano quotidianità e contemporaneatà per determinare percorsi predisposti all’interno di un luogo ospitante.

Aperta il 21 marzo fino al 24 novembre 2024, la mostra “Eva Marisaldi Biribisso”, a cura di Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto, in collaborazione con Galleria de’ Foscherari, è allestita nel Palazzo Centanni, San Polo, Casa in cui Carlo Goldoni nacque nel 1707.

Biografia

Eva Marisaldi con il video, la fotografia, il disegno, la scultura, l’installazione ha sempre sperimentato fin dagli esordi i poliedrici rapporti tra linguaggio e media. Partendo dal dato ambientale sviluppa le sue opere cercando di creare un dialogo con lo spettatore condizionando le sue scelte di fruizione attraverso scelte o vincoli imposti. Il piano formale si rispecchia in quello contenutistico e viceversa oscillando tra libertà e costrizione con i relativi riflessi sociali e civili. Tra le varie mostre, ha esposto sia in Italia sia all’estero. Nel 2000 partecipa alla prima edizione del premio per la Giovane arte italiana con l’installazione Base e il MART di Rovereto le dedica una mostra personale, seguita da quella presso la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino (2002). Al MAMbo nel 2007 e nel 2008. Nel 2010 espone alla Galleria Nicoletta Rusconi di Milano la grande scultura Post it  e il video Underlines, realizzato con Enrico Serotti, che dà il titolo alla mostra. Nel 2018 al PAC di Milano.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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