Bruno Munari 25mo

di Alain Chivilò

©Alain Chivilò

 

In occasione di Art Verona (13 / 15 ottobre 2023), sebbene l’evento continui fino a fine Marzo 2024, Eataly Art House – E.ART.H propone una mostra che celebra i 25 anni dalla scomparsa del poliedrico artista, designer e scrittore Bruno Munari (Milano 24/10/1907 – 29/11/1998).

Come da filosofia dello stesso artista, ma da pensiero consolidato, l’Arte deve essere vissuta con professionalità, dedizione ma anche leggerezza. Contenuti espressi spesso interessanti e alti, ma nel contempo d’emulazione di quanto già espresso in passato e bassi. Un’Arte volubile, non certo come corpus storico codificato, ma soprattutto come vissuto. In sintesi un universo contradditorio, dal quale è possibile trovare un approccio alla Munari tra sano divertimento e seria creatività. In quest’ambito, la Scultura da viaggio di Bruno Munari ripercorre una ricerca che unisce studio, ironia ma anche versatilità.

In un certo senso, senza assistere alla classificazione di bambino da chi non conosce, Bruno Munari ha sperimentato ma allo stesso tempo ha giocato. Creò e determinò nuove soluzioni, volumi, strutture e rapporti tra forme e spazio, entrando in questo mondo creativo per relazionarsi in modo ludico con la stessa Arte. Pertanto, aprirsi alla sperimentazione, all’autoapprendimento per una formulazione e determinazione di processi atti a creare, “fare per capire”. Le opere come lo stesso artista, non sono mai superficiali, bensì celano una complessità e un significato ricco di contenuti.

La produzione artistica ha spaziato tra arte, design, illustrazione, inventiva, grafica, fotografia, scrittura e didattica rendendo Bruno Munari poliedrico, eclettico e imprevedibile. Il percorso artistico necessita dunque un’attenta osservazione, che diventa possibile vedere e verificare nella mostra “Bruno Munari. La leggerezza dell’arte” da venerdì 13/10/2023 a domenica 31/3/2024, presso gli spazi dell’Art House al primo piano di Eataly Verona, curata da Alberto Salvadori e Luca Zaffarano con la collaborazione di Repetto Gallery di Lugano. Un periodo espositivo molto lungo, all’interno del quale sono organizzati anche una serie di laboratori educativi, Metodo Munari, atti a evidenziare il pensiero progettuale creativo dell’artista stesso. 

Bruno Munari. La leggerezza dell’arte – Ingresso gratuito
Orari: mercoledì – domenica, ore 12.00 – 20.00
Chiusura: lunedì, martedì
Indirizzo: Via Santa Teresa 12, Verona

 

Biografia

Bruno Munari artista sperimentale e poliedrico, è una delle figure più interessanti del panorama culturale italiano del Novecento. Protagonista riconosciuto in molti settori, ha svolto attività di graphic designer, industrial designer, scrittore, docente, formatore. Esordisce partecipando, a partire dal 1927, alle mostre futuriste in Italia e all’estero. Nel 1930 realizza una “Macchina Aerea” e successivamente le sue famose “Macchine Inutili”, composizioni di forme astratte fluttuanti nello spazio che costituiscono un esperimento di integrazione percettiva ed estetica, fra opera, movimento e spazio. Nel 1947 con l’opera “Concavo-convesso”, una semplice rete metallica piegata e appesa, libera di muoversi nello spazio, illuminata da luci direzionali, l’artista estende la ricerca in una direzione più propriamente installativa. L’opera incorpora l’elemento della temporalità e del movimento. La sua disposizione ambientale sfrutta l’elemento della casualità e, grazie all’uso della luce, si trasforma in un’esperienza di smaterializzazione percettiva attraverso i meccanismi di interferenza proiettiva, che scompongono e dilatano la forma dell’opera. La sperimentazione con la luce prosegue nel 1951 con le “Proiezioni dirette”, composizioni pittoriche realizzate con vari materiali inseriti dentro i telai di una diapositiva e che, grazie alla proiezione e ad una variazione di scala, determinano ambienti immersivi di grandi dimensioni in cui la dinamicità delle forme è più cinematografica che pittorica. Questa ricerca, che anticipa di alcuni anni molte tendenze artistiche legate ai nuovi media, si sviluppa con la scomposizione della luce attraverso il filtro Polaroid e con la messa a punto delle “Proiezioni polarizzate”, pitture cromo-cinetiche variabili nel continuo. Nel 1948 inventa i “Libri Illeggibili”: libri senza parole che raccontano storie per mezzo di immagini, linee, colori, pagine ritagliate, piegate, trasparenti, con fili di cotone e altri inserti. Nel 1955 espone con una mostra personale al MoMA di New York. Nel 1958 arricchisce il concetto di scultura planare realizzando le “Sculture da viaggio”, opere portatili e pieghevoli che trasformano topologicamente il piano in uno spazio modulato attraverso delle pieghe geometricamente regolate. Nel 1963 inizia a sperimentare le possibilità creative delle macchine fotocopiatrici Rank Xerox e crea opere uniche, chiamate “Xerografie Originali”, ottenute attraverso il movimento di immagini o pattern di vario tipo durante il processo di riproduzione. Nel 1977 progetta alla Pinacoteca di Brera a Milano i laboratori per bambini, focalizzati sulla sperimentazione e la formazione di processi creativi, un’attività che lo condurrà nel tempo alla formulazione teorica del “Metodo Bruno Munari. Laboratorio di educazione al pensiero progettuale creativo”. La sua intensa e costante inventiva lo ha portato a realizzare molte opere iconiche come le “Forchette parlanti”, i “Negativi-Positivi”, i “Colori nella Curva di Peano”, i “Fossili del 2000” ed una ricca produzione ibrida, tra arte e design, di oggetti a funzione estetica. Molte sue opere sono incluse nelle collezioni dei principali musei del mondo.

 

di Alain Chivilò

Comments are closed.