Collezione Maramotti 2024

di Alain Chivilò

 

Il programma diramato per l’anno 2024, in un elenco ufficiale dalla Collezione Maramotti sita nell’ex-stabilimento industriale di Max Mara a Reggio Emilia costruito nel 1957, prevede i seguenti eventi.

Giulia Andreani. L’improduttiva. 29 Ottobre 2023 – 10 Marzo 2024. Opere recenti in nuovi dipinti e acquerelli nella prima mostra istituzionale italiana. Storie di donne nella Reggio Emilia tra approcci di prigionia e confino. Da immagini reali, attraverso il fotomontaggio, la tela prende immagini con il grigio di Payne.

Project Wall. Beatrice Pediconi. “Diario di un tempo sospeso”, 2020.

Manuele Cerutti. Quem Genuit Adoravit. 10 marzo – 28 luglio 2024. Opere recenti e nuove tra dipinti e carta. Partendo dal vissuto vegetativo delle piante e nella tradizione alchemica, dei minerali la memoria di nascite straordinarie, al limite mostruose, nella mitologia antica in un racconto-per-immagini. 

Silvia Rosi. 28 aprile – 28 luglio 2024. Per il Festival di Fotografia Europea 2024, il progetto commissionato indaga lo spazio interno della famiglia, restituendo un immaginario non stereotipo della autorappresentazione.

Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery, Dominique White “Deadweight”. 27 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025. Vincitrice della nona edizione del Max Mara Art Prize for Women (2023 – 2024), elaborato durante sei mesi di residenza in Italia trascorsi tra Agnone, Palermo, Genova, Milano e Todi. Sculture all’interno del concetto “portata lorda”. Dalla misura del “tonnellaggio di portata lorda” (deadweight tonnage), che nell’industria marittima viene utilizzata per calcolare quante unità di peso una nave può imbarcare prima di affondare, analisi sul commercio degli schiavi e gli sviluppi quotidiani nel Mediterraneo nella migrazione dall’Africa.

Mostra collettiva. 27 ottobre 2024 – 9 marzo 2025. Le rappresentazioni e i concetti che identificano la catastrofe. Una collettiva che prende spunto da opere dell’archivio della Collezione dagli anni ’70 a oggi con opere in prestito da istituzioni. Una mostra di indagine attraverso svariate domande e interpretazioni.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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