Escher

di Alain Chivilò

 

A cento anni di distanza dalla visita in Italia, Costiera Amalfitana, Toscana e Lazio, più di trecento opere rendono omaggio alla creatività di Maurits Cornelius Escher. I più grandi capolavori del genio dei Paesi Bassi sono in visione a Roma, Palazzo Bonaparte dal 31/10/2023 al 1/4/2024 per una una delle più complete retrospettive mai realizzate in Italia. La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M. C. Escher Foundation e Maurits, a cura di Federico Giudiceandrea e Mark Veldhuysen, CEO della M.C. Escher Company.

Incisore e grafico, Maurits Cornelius Escher (Leeuwarden, 17/6/1898 – Laren, 27/3/1972), ha creato opere divise tra possibile e impossibile. Immagini piacevolmente assurde in xilografie, litografie, disegni a graffio e incisioni tra matematica, fisica, scienza e arte.

Costruzioni irrealizzabili per aprire la mente e in un certo senso attivare le percezioni. Lungo i suoi lavori sono sottesi teoremi geometrici, fluttuanti terze dimensioni, formule matematiche, la relatività, il caos e l’ordine, paradossi della logica, giochi di spazi e riflessi, figure regolari in metamorfosi formali.

Otto sezioni accompagnano i visitatori lungo il percorso. Andiamo a dare una veloce carrellata basandosi su quanto comunicato: “Gli Inizi”, in disegni di monumenti, paesaggi, flora e fauna che diventavano opere grafiche. In questa sezione sono riprodotte anche le 28 xilografie che compongono il libro XXIV Emblemata dat zijn zinne-beelden, cioè XXIV Emblemi, con massime in versi, una delle tre opere di Escher in qualità di illustratore. “Italia”, dal 1922 al 1935, Escher soggiornò in Italia, trasferendosi stabilmente a Roma dal novembre del 1923. Il periodo tra i più validi e interessanti dell’artista. “Tassellature”, da Granada le elaborate decorazioni geometriche in stile moresco lo affascinano e lo spingono a interessarsi alle tassellature. “Metamorfosi”, una trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa, prende infatti le mosse dalla modificazione e successiva concatenazione di diverse tassellature (procedimento di divisione regolare del piano). Escher crea così un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni di forme astratte in forme animate e viceversa. “Struttura dello spazio”, il suo crescente interesse per la matematica e la geometria passa attraverso lo studio e il fascino che esercitano su di lui sfere, superfici riflettenti, solidi geometrici o ancora superfici topologiche come il nastro di Möbius, un oggetto percepito come superficie a due facce ma che, ad una più attenta osservazione, ne dimostra una sola. “Paradossi geometrici”, nel complesso rapporto con la matematica, la geometria e il tema della riproduzione grafica dell’infinito. Analizza come Escher abbia cercato di forzare oltre ogni limite la rappresentazione di situazioni impossibili, all’apparenza coerenti, attraverso una selezione di alcune delle sue opere più famose, Salire e Scendere, Belvedere, Cascata, Galleria di stampe, Relatività. “Lavori su commissione”, una selezione di opere. “Eschermania”, ultima sezione di opere d’arte ed oggettistica che dimostrano quanto Escher non sia stato solo un artista figlio del suo tempo, ma anche come, fino ai giorni nostri, tramite il suo lavoro avanguardistico e il suo linguaggio attuale, eserciti ancora una forte influenza sul processo creativo di molti artisti, musicisti, pubblicitari e fumettisti.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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