Fabio Mauri l’Esperimento del Mondo

di Alain Chivilò

 

Circa cento opere su carta assieme a una raccolta inedita di libri e diari provenienti dall’archivio rappresentano il corpus della mostra dedicata all’artista, scrittore e drammaturgo italiano del secondo dopoguerra Fabio Mauri (Roma, 1/4/1926 – 19/5/2009). 

La mostra “Fabio Mauri. Esperimenti nell’esistenza del male” nasce dalla donazione al Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, dell’installazione “I numeri malefici” del 1978 realizzata dall’artista in occasione della XXXVIII Biennale di Venezia. Una occasione per approfondire quell’Esperimento del Mondo che non è altro una personale definizione di intendere l’Arte, citando anche uno scritto di Fabio Mauri datato 2002 nel quale affermava: “Non so ancora bene se Dio si preoccupa dell’arte, non l’ho mai capito, tanto meno la mia, che si concentra sul male, per la quale ho un certo occhio”.

Il Male può essere attivo o passivo, ma è sempre creato da situazioni varie quali la prepotenza, la mancanza di connessioni, l’oppressione, la violenza, la discriminazione, la cattiveria, la giustificazione, la ritorsione, la volontà, il macabro ma anche l’esclusione e la forza di stereotipare. In questi, si inseriscono arcaici concetti religiosi, psicologici e filosofici.

Il percorso artistico di Fabio Mauri non è immediato e non utilizza facili forme atte ad ammaliare questo mondo. Nel suo iter ha sempre creato sperimentazione per capire e tradurre la complessità che ci circonda, entrando e utilizzando diversi mezzi a lui sinergici. Performance, proiezioni video, collage con fumetti, carta, suoni, oggetti, pigmenti, grafite, il corpo e gli Schermi rappresentano un piccolo riassunto di come ha intrapreso l’atto di creare qualcosa nell’Arte.

In mostra tra le opere, per esempio, Convincimi della morte degli altri capiscono solo la mia (2005), Ebrea (Jewish) 1971, Vomitare sulla Grecia (1972), Linguaggio è Guerra (1975). Come rilasciato dalla direttrice del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, “Mauri fa dell’artista un intellettuale o dell’intellettuale un artista. Molti conoscono le celebri performance di Mauri come Ebrea (Ebrea), 1971, o Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca, 1989, che ho riproposto a dOCUMENTA a Kassel nel 2012”. Continuando, “ma pochi avranno visto prima di questa mostra gli incredibili disegni religiosi da lui realizzata nell’immediato dopoguerra, a partire dal 1947. Questa esposizione, prevalentemente di opere su carta, permette di approfondire le origini del suo lavoro, che si manifesta come incredulità davanti alla persistenza del male nel mondo nonostante l’apparente progresso della modernità”.

La mostra, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Sara Codutti e Marianna Vecellio in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, dal 16 dicembre 2023 al 24 marzo 2024, è al terzo piano del Museo con dedica al fratello del Maestro, Achille Mauri (Rimini, 1939 – Rosario, 2023), Presidente dello Studio Fabio Mauri Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo, che sostenne fortemente il progetto.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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