Gabriele Basilico a Milano

di Alain Chivilò

 

Basilico e Milano, Gabriele Basilico in due prestigiose sedi culturali Milanesi, Dalmazio Gabriele Basilico nell’anno del decennale dalla sua scomparsa (Milano, 12/8/1944 – 13/2/2013).

Raccontare ed evidenziare le architetture di una Città. Con questa frase si indica il massimo focus alla ricerca fotografica di Gabriele Basilico, uno dei più importanti interpreti italiani. 

Come scritto in un articolo di una decina di anni fa, “per il Maestro, capire la formazione e la composizione dello spazio che metaforicamente andava a toccare, assumeva la valenza di umanità. La sua indagine consisteva nell’ottimizzare un occhio da architetto all’interno del mondo della pellicola. Basilico s’immergeva all’interno di un’esperienza urbana per una curiosità innata dedicata alla città e alla sua forma lungo un’evoluzione tra passato e presente”.

“Le mie Città” diventa il titolo corretto che mette in risalto e omaggia la poetica del fotografo milanese e dei suoi scatti esclusivamente dedicati al mondo Urbano e alle sue Architetture.

Dal 13/10/2023 al 11/2/2024, Palazzo Reale (Sala del Lucernario e delle Cariatidi) e Triennale sono le sedi di una mostra che racchiude complessivamente circa 500 opere. Nella prima sede in mostra le grandi committenze internazionali realizzate da Basilico, nella seconda Milano e le sue periferie sono i focus delle foto selezionate.

La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Triennale Milano insieme a Electa, realizzata con la collaborazione scientifica dell’Archivio Gabriele Basilico. A Palazzo Reale è curata da Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia, mentre in Triennale la curatela da Giovanna Calvenzi e Matteo Balduzzi.

A due passi dal Gotico Duomo, all’incirca duecento fotografie ripercorrono una selezione tra i più importanti cicli realizzati. Partendo dalla Sala del Lucernario è dato spazio alle “Sezioni del paesaggio italiano”, realizzate per la VI Biennale di architettura di Venezia (1996) lungo una mappatura del paesaggio nazionale in continua trasformazione, in collaborazione con Stefano Boeri (96 stampe 30×40 cm). Un approccio documentaristico atto a testimoniare un’area urbana consolidata e una zona suburbana densamente popolata dal Nord fino al Sud Italiano. A conclusione nella Sala delle Cariatidi viene posta in evidenzia l’internazionalità con cento fotografie di oltre 40 città per commissioni professionali: Beirut, Gerusalemme, Hong Kong, Shanghai, Rio de Janeiro, Londra, San Francisco, Parigi, Mosca, Istanbul, Boston, Liverpool, Tel Aviv, Berlino, Lisbona, Valencia,  Amman, Montecarlo, anche Roma per esempio.

In questa sede è stato anche elaborato un percorso nel quale il visitatore vede le fotografie su pannelli come fossero i muri delle strade delle città. Ideato e progettato da Filippo Maggia e Umberto Zanetti, con la sponsorizzazione tecnica di UniFor per gli allestimenti e di Viabizzuno per l’impianto illuminotecnico, un ulteriore invito alla visita.

Nella sede della Triennale tutto si riassume in una dichiarazione dedicata alla sua città come ben evidenziato: “Negli anni Milano è diventata per me come un porto di mare, un luogo privato dal quale partire per altri mari, per altre città, per poi ritornare e quindi ripartire”. Una narrazione in tredici serie fotografiche con ampio materiale disponibile consentendo, in modo esclusivo, di dare evidenza a un lavoro di documentazione realizzato da Basilico su Milano nel corso di 40 anni di carriera. Nell’allestimento ideato e realizzato da Francesco Librizzi Studio, materiali inediti e di archivio, e un arco temporale dagli esordi dei reportage sociali per arrivare alle trasformazioni continue della città. Per esempio dalle periferie milanesi degli anni Settanta, alla celebre inchiesta dedicata alle fabbriche (“Milano Ritratti di Fabbriche”, 1978-1980), i lavori per la costruzione del quartiere Porta Nuova (dal 2004 al 2012), fino al restauro del tetto del Duomo (2012). Inoltre tre nuclei di opere conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea (co curatela scientifica) che provengono dai progetti “Archivio dello spazio” (Sesto San Giovanni, 1992-1993), “Milano senza confini” (1998) e “Paesaggio prossimo” (2006-2007). 

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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