Hayez Torino Romanticismo

di Alain Chivilò

 

L’officina, il laboratorio, lo studio, la camera di un’artista dell’Ottocento sono ambienti per definire l’opera del pittore Francesco Hayez (Venezia, 10/2/1791 – Milano, 12/2/1882) all’interno di un strutturato percorso espositivo.

Dal 17 ottobre 2023 al 1 aprile 2024, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, GAM, omaggia l’artista dell’Ottocento Italiano in più di cento opere tra dipinti, disegni e sculture da collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.

Definito con il termine di Pittore civile può essere considerato l’artista dell’Unità d’Italia nelle sue articolati fasi. Il patriota Giuseppe Mazzini indicò nella figura di Hayez “il capo della scuola di Pittura Storica che il pensiero nazionale reclama in Italia”. Non solo, l’Ottocento è il secolo del Romanticismo, di conseguenza le sue opere risentono di questo movimento articolato e complesso. 

Le opere di Francesco Hayez in un certo senso rientrano in quel modo di sentire e clima legato a un nuovo e vario modo di vivere, fare pensiero, arte e poesia che in modo libero e diffuso determinarono una nuova Europa culturale. Ideali veri tra tempesta e assalto ma anche atmosfere uniche per vivere e creare.

Dal Neoclassicismo di Antonio Canova, suo maestro, per arrivare a una forma di educazione nazional-culturale per un’Italia finalmente sotto un’unica bandiera. Un animo e un sentimento patriottico in un’Arte soave, intrisa di bellezza e abilità nella figurazione. Ritrattista unico dalla valida tecnica, ha intervallato scenari antichi e contemporanei a lui per dipingere la storia del proprio tempo. Abile nei dettagli, ogni singola opera diviene un racconto culturale unico da carpire e valorizzare.

La mostra “Hayez. L’officina del pittore romantico” è organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e 24 ORE Cultura, Gruppo 24 ORE, a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera.

L’esposizione è cronologica e si sviluppa in dieci sezioni: dalla formazione tra Venezia e Roma, fino alla prima affermazione a Milano e alle ultime prove di maturità professionale. Tra dipinti e sculture la mostra dedica un approfondimento ai disegni preparatori per l’opera “crociati che placano la sete” tratta da un episodio della “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso e dal poema di Tommaso Grossi “I Lombardi alla prima Crociata”.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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