Marc Chagall chiude a Carnevale

di Alain Chivilò

 

La mostra in programmazione dedicata all’artista Marc Chagall si conclude con l’ultimo giorno di Carnevale 2024. Non uno scherzo veneziano ma un momento culturale che si conclude.

La gioia e la soddisfazione traspaiono anche dalle dichiarazioni ufficiali con il Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi che sottolinea come “Il valore aggiunto di questa mostra è di essere stata concepita e realizzata non solo con le preziose opere delle raccolte di Ca’ Pesaro, ma con una collaborazione internazionale da grandi musei di Vienna, Nizza, Budapest, Gerusalemme”. Mentre il Sindaco Luigi Brugnaro evidenzia come “Ancora una volta, il Comune di Venezia insieme ai Musei Civici ha portato a Mestre una mostra da record”.

“Chagall. Il colore dei sogni”, aperta il 30 Settembre 2023, chiude il 13 Febbraio 2024 al Centro Culturale Candiani di Mestre con oltre 30.000 presenze e una recente punta di 1.200 visitatori nel penultimo fine settimana prima della conclusione programmata. Come evidenziato: oltre 130 attività, laboratori, incontri, visite, percorsi attivi, conversazioni d’arte per un totale di quasi 2.600 aderenti tra famiglie, classi, adulti e persone con esigenze speciali (circa 120) per cui il settore MUVE Education ha realizzato 9 appuntamenti offerti gratuitamente.

Lunedì 12, giorno di chiusura, la mostra è aperta fino alle ore 19. Martedì 13 febbraio, a conclusione della mostra, il Centro mette a disposizione dei visitatori un dolce omaggio alla caffetteria del Candiani con alle 18.15 il reading-spettacolo, mentre la chiusura è alle ore 19.

Per la mostra in oggetto, anche in momenti lessicali dalle correnti alternate e spesso da contestualizzare o rivedere, si può affermare che, dalla Russia-Bielorussia alla Francia, Mark Šagal (Vitebsk 7/7/1887 – Saint Paul de Vence 28/3/1985) fu il pittore del sentimento, della religiosità, del reale, dei sogni e del fiabesco. Uno stile personale che lo ha reso riconoscibile e inconfondibile in tutto il mondo.

In conclusione, come da sue stesse parole: “I miei quadri parlavano forse di una visione del mondo, d’una concezione che si trovava fuori del soggetto e dell’occhio. Ora pensare così, in quell’epoca – tecnica – dell’arte vi valeva l’accusa di cadere nella letteratura”.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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