Picasso al Mudec

di Alain Chivilò

 

In un’analisi pittorica di Pablo Picasso lungo la sua evoluzione si può trovare un elemento comune: il variare della figura sia nello stile, sia nella rappresentazione. Dalle statue tribali dell’Africa fino alla definizione del Cubismo, la sua Arte si è sviluppata all’interno di una Metamorfosi della figura come da giusto titolo dato alla mostra.

Riprendendo due frasi celebri del maestro Spagnolo, A quattro anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino, perchè le sue opere, in fondo, devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare.

Dal 22 febbraio al 30 giugno 2024, presso il Mudec di Milano, “Picasso. La metamorfosi della figura”, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, curata da Malén Gual, conservatrice onoraria del Museo Picasso di Barcellona e Ricardo Ostalé, diventa un’ulteriore occasione per assistere all’evoluzione interpretativa di Picasso.

In più di quaranta opere divise tra sculture, dipinti e 26 disegni e bozzetti di studi preparatori dal Quaderno n. 7 concesso per la mostra dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso, Museo Casa Natal di Malaga, tutta la carriera di Pablo Picasso è analizzata mantenendo costante l’aspetto delle fonti iniziali quali l’arte primitiva tra tribalismo, neolitico e proto-iberico. Una relazione costante che si propagò in generazioni successive di moltissimi artisti arrivando fino ad oggi.

Nelle sezioni predisposte quali Uno sguardo verso altre culture, 1906-1907 – Les Demoiselles d’Avignon, 1908-1927 – Cubismi, Dagli anni ’20 alla Seconda Guerra Mondiale. La permanenza dell’arte tribale nell’opera di Picasso – Metamorfosi della figura – Picasso e l’arte africana: un’attrazione reciproca, in una accurata selezione di opere dagli inizi fino alla maturità per un’artista intramontabile che ha segnato Modernità e Contemporaneità.

In sintesi, come parlò l’artista spagnolo, I miei quadri, finiti o no, sono le pagine del mio diario e sono validi in quanto tali. Il futuro sceglierà le pagine che preferirà. Non spetta a me di farlo. Io ho sempre operato per il presente.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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