Suzanne Jackson a Milano

di Alain Chivilò

 

Ventisette opere presentano a Milano il viaggio biografico e pittorico dell’artista Americana Suzanne Jackson. Presso la GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano, in collaborazione con la Fondazione Furla, “Somethings in the World” racchiude la quinta edizione del programma Furla Series, dal 14/9 al 17/12/2023.

Furla Series è un progetto iniziato nel 2017 per realizzare mostre in collaborazione tra la Fondazione Furla e importanti istituzioni d’arte italiane, creando un programma al femminile dedicato alle donne appartenenti alla cultura contemporanea. 

Prima esposizione in un luogo istituzionale d’Europa, la produzione artistica di Jackson è molto stratificata ma soprattutto biografica. Aspetti personali e artistici si uniscono tra gesto, figura e colore. I dipinti onirici e le recenti sperimentazioni entrano in contatto nella collezione permanente del museo tra Segantini, Canova, Pellizza da Volpedo, Previati e Medardo Rosso.

Come indicato dall’artista Suzanne Jackson: “Le mie improvvisazioni immaginarie emergono in colori dipinti e astrazioni materiche nello spirito della natura, citate nei testi e ascoltate in tutta la musica. I miei dipinti riconoscono le tradizioni ancestrali che continuano a riverberarsi come prova delle nostre eredità americane in transizione: potenti eredità che hanno avuto origine nelle regioni di ingresso meridionali delle esperienze afroamericane e indigene”.

Tutta la produzione dell’artista è scandita da fasi che sono strettamente correlate alle sue vicende biografiche, e che confluiscono le une nelle altre, mescolandosi e confondendosi continuamente negli anni: un intrecciarsi costante della dimensione privata e personale con quella artistica e professionale che la mostra racconta attraverso un percorso espositivo costruito non cronologicamente ma per associazioni e corrispondenze, a sottolineare legami e continui rimandi tra temi, tecniche e linguaggi. All’interno dei suoi interessi e passioni divisi tra essere ballerina, pittrice, poetessa, costumista e scenografa, la sua produzione artistica si muove in questi ambiti riscontrabili lungo le sale della mostra.

Biografia

Suzanne Jackson (St Louis, 30/1/1944) vive e lavora a Savannah, Georgia. Cresciuta nei territori dello Yukon, divenuti stato federale dell’Alaska solo alla fine degli anni Cinquanta, raggiunta l’età adulta si trasferisce in California dove studia arte alla San Francisco State University, e danza al Pacific Ballet. Nel 1967 si sposta a Los Angeles dove studia con Charles White ed entra in contatto con la comunità degli artisti locali, tra i quali David Hammons, Timothy Washington, Alonzo Davis, Dan Concholar, Senga Nengudi, Gloria Bohanon, Betye Saar ed Emory Douglas. Nel 1968 apre nel suo studio d’artista una galleria d’arte, la Gallery 32, che in soli due anni di attività diventa un importante punto di riferimento per la scena artistica underground, esponendo gli artisti a cui è legata, e realizzando per la prima volta a Los Angeles una mostra dedicata esclusivamente alle artiste di colore. Nel 1990 consegue un master in scenografia teatrale presso la Yale University e nel 1996 si trasferisce a Savannah come docente di pittura al Savannah College of Art and Design. Tra le mostre personali più recenti ricordiamo Suzanne Jackson: Listen’ N Home, The Arts Club of Chicago (2022); Suzanne Jackson: Five Decades, Jepson Center/Telfair Museums, Savannah (2019). Ha ricevuto premi e riconoscimenti prestigiosi, trai i quali: Jacob Lawrence Award, Academy of Arts and Letters, New York (2022); Anonymous Was A Woman, NYFA, New York (2021); NYFA Murray Reich Distinguished Artist Award, NYFA, New York (2020); Joan Mitchell Foundation Painters & Sculptors Grant, New York (2019). Ha partecipato a numerose mostre collettive e il suo lavoro è nelle collezioni permanenti di importanti istituzioni internazionali come: Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art; Baltimore Museum; California African American Museum, Los Angeles; MCA San Diego; The Art Institute of Chicago; the Buffalo AKG Art Museum.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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